AMAREZZA PER L’ATTEGGIAMENTO DELLA MAGGIORANZA SULLA VOTAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE 2021-2023

Nella seduta del Consiglio Comunale di ieri, 28 dicembre 2021, si discuteva un ordine del giorno importantissimo per il futuro della città con la votazione del Bilancio di previsione 2021-2023 e la presentazione degli emendamenti e subemendamenti allo stesso. Su 24 proposte avanzate dalla minoranza consiliare nessuna è stata approvata, nessuna tra le differenti ipotesi di storno o modifica al bilancio che avrebbero consentito di raggiungere alcuni obiettivi in diversi settori.
Questo atteggiamento suscita amarezza perché i gruppi di minoranza hanno sempre dimostrato grande senso di responsabilità andando più volte incontro all’Amministrazione nel difficile iter di approvazione del bilancio di previsione, nell’ottica della condivisione e dell’interesse della città. Si ricorda, solo per citare l’esempio più recente, l’accordo per discutere il bilancio in consiglio prima della fine dell’anno, senza rispettare i tempi tecnici richiesti dal regolamento di contabilità, al fine di non perdere la possibilità di utilizzare fondi da impegnare entro il 31 Dicembre 2021.
Sindaco, Giunta e maggioranza consiliare, invece, a dispetto di quanto dichiarato negli ultimi mesi relativamente ad una politica di dialogo e collaborazione con le opposizioni nell’ottica di mettere in atto strategie ottimali per la città, hanno mostrato quale sia il loro reale modus operandi, che si rivela sempre quello di un arroccamento su posizioni di tutela e mantenimento di alcuni equilibri volti più a proteggere rapporti di forza che non a strutturare interventi utili per la comunità.
Il Movimento Città Aperta ha presentato nove emendamenti, tra cui una proposta che, riducendo la spesa prevista per la consulenza dell’Esperto esterno pari a 28.000 euro annui, avrebbe consentito di implementare le risorse da utilizzare per i servizi aggiuntivi di assistenza agli alunni disabili. Considerando la necessità per l’Ente di incamerare progetti da utilizzare per la partecipazione a bandi pubblici di varia natura, i Consiglieri di Città Aperta hanno elaborato, tra gli altri, anche un emendamento che avrebbe consentito di stanziare 5.000 euro all’anno, da stornare dalle spese per gli agenti comunali, per finanziare concorsi di idee. Evidentemente anche questa spesa è considerata “superflua” dall’Amministrazione che si dimostra miope in materia di programmazione e progettazione e rischia di arrivare impreparata alle diverse scadenze di bandi europei e non solo che ormai sono prossimi alla scadenza.
Spiace dover registrare un clima sempre più teso e affatto collaborativo, fatto di chiusure, poca chiarezza, scarsa lungimiranza e apparente noncuranza verso le istanze che maggiormente interessano i cittadini e le cittadine. Per informare con più completezza la popolazione, come Movimento Città Aperta descriveremo uno ad uno gli emendamenti proposti affinché ognuno possa valutare con consapevolezza l’operato di chi si trova attualmente al governo della città.

 

Published On: 29 Dicembre 2021Categories: Consiglio Comunale
About the Author: Redazione
Il Movimento Città Aperta nasce sulla scia dell’esperienza del comitato costituito in supporto della candidatura di Rita Borsellino alle Regionali dello stesso anno. L’obiettivo del Movimento è rappresentare un’alternativa di partecipazione alla vita sociale e politica della città, con particolare attenzione ai temi della legalità, della difesa dell’ambiente e del territorio. Le modalità di confronto e partecipazione proprie del Movimento ci hanno permesso di crescere politicamente grazie ai continui contatti con le diverse realtà attive sul territorio e con i bisogni espressi e inespressi della cittadinanza. Il 22 maggio 2012 la rappresentante del Movimento Maria Teresa Colica viene eletta Sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto. Attualmente il Movimento vanta in consiglio comunale Antonio Mamì, Raffaella Campo e Gabriele Sidoti

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